martedì 27 gennaio 2009

Una goccia di speranza primo incontro



Lunedi 12 Gennaio 2009
Dopo un periodo di preparazione, approfondimento, sperimentazione, oggi siamo arrivati al giorno di inizio: incontriamo i nostri bambini.
Forse è meglio fare un passo indietro.
Mi chiamo Maurizio e faccio parte di un progetto di volontariato chiamato “Una Goccia di Speranza”; è una iniziativa nata nell’ambito della nostra unità pastorale per dare, almeno un giorno alla settimana, la possibilità a bambini diversamente abili o con patologie particolari, la possibilità di passare un pomeriggio di gioco diverso, al di fuori degli schemi, delle mura domestiche, o delle strutture che li ospitano e seguono durante la settimana. E’ anche un momento di incontro per i genitori allo scopo di scambiare esperienze, sensazioni o semplicemente per trascorrere qualche ora chiacchierando fra amici davanti ad una tazza di the. Il tutto è nato da una proposta nata all’interno delle nostre 3 parrocchie per mettere in atto un’iniziativa sperimentale atta a coinvolgere genitori di figli normodotati e giovani frequentanti scuole superiori in questo progetto di solidarietà e volontariato nei confronti di chi ha più bisogno di aiuto.
Il fatto che l’idea sia nata in una struttura cattolica, non deve portare a conclusioni affrettate; lo dimostra il fatto che uno dei nostri bambini è marocchino, quindi dimostra che quando c’è la volontà, la vera volontà di aiutare va oltre qualsiasi barriera creata da qualsivoglia tipo di pregiudizio. Ripercorrendo in poche parole il percorso intrapreso, abbiamo invitato chiunque fosse interessato al progetto ad alcune serate di presentazione ed approfondimento nelle quali abbiamo potuto toccare con mano la realtà del “Diversamente Abile”, ascoltare i consigli di psicologi e simulare situazioni di grave disagio. Queste serate hanno coinvolto sia adulti interessati al progetto ma anche tanti giovani in età scolare ai quali le serate di incontro hanno fornito crediti scolastici.
Nel periodo di tempo intercorso fra le serate di incontro e l’inizio del progetto, c’è stata la necessità di rendere la “Sala giochi” la più accogliente possibile per i nostri piccoli ospiti. Questa sala ci è stata messa a disposizione dalla parrocchia di S.Maurizio ed è una sala che normalmente viene utilizza per il catechismo domenicale, quindi abbiamo cercato di essere il meno invadenti possibile nei loro confronti, pur cercando di mantenere un ambiente per noi gradevole e fruibile.
Con l’aiuto di chi ha provveduto all’acquisto dei materiali, leggi tappeto giochi, protezioni varie, tendaggi, manovalanza per il montaggio e quant’altro, abbiamo realizzato un’area ludica che, dalle prime giornate di incontro, risponde all’idea che ci eravamo fatti all’inizio del progetto.
Terminati i lavori di preparazione, è finalmente arrivato il giorno fatidico: incontriamo i bambini.
Per il momento ne abbiamo 3, numero dettato da vari motivi, soprattutto la necessità di crescere gradualmente in esperienza, visto che molti di noi nella vita fanno tutt’altro e non hanno mai avuto, me compreso, esperienze di questo tipo. Per ovvi motivi riporto solo le iniziali. F-MP-M.
Soffrono di patologie diverse che vanno dall’autismo alla sindrome di Down, ma abbiamo già altri genitori che stanno valutando l’ipotesi di provare a lasciarci il bimbo per il pomeriggio.
Passiamo al diario della giornata.
Ritorniamo all’inizio:
Lunedi 12 Gennaio 2009
Dopo un periodo di preparazione, approfondimento, sperimentazione, oggi siamo arrivati al giorno di inizio: incontriamo i nostri bambini.
Ho volutamente usato il termine “NOSTRI”, perché ho avuto la sensazione che sarebbe nato qualcosa di speciale fra noi e loro e così è stato. F è un bambino autistico, ha paura di tutto e va seguito con molta dolcezza e calma; apparentemente vive in un mondo parallelo ma, seguito con i suoi tempi, è molto più presente di quanto non possa sembrare. MP è una bimba con problemi di ritardo mentale ma anche lei ci ha dimostrato di recepire dall’esterno più di quanto noi pensiamo lei possa. Il terzo, M, soffre di sindrome di Down ed è il più attivo di tutti, ed è stato prontamente ribattezzato Tsunami; è in moto perpetuo, al punto che richiede un occhio di riguardo proprio per la sua esuberanza.
Ci siamo divisi i compiti ed io, in quanto unico uomo presente mi sono occupato di M, poi mi sono accorto che è stato lui a scegliere me; molto probabilmente essendo a contatto nella vita di tutti i giorni con persone di sesso prevalentemente femminile, madre, sorella, insegnante, assistente sociale, alla vista di una figura maschile ha reagito positivamente e con buona disponibilità nei miei confronti.
Ovviamente il moto perpetuo si è fatto sentire, soprattutto per me, e fortunatamente ci sono state alcune pause durante le quali abbiamo potuto ricaricare le batterie; io ma anche lui!!! Una su tutte la pausa merenda. M non ha avuto bisogno di farsi pregare più di tanto; alla vista della torta si è fiondato a tavola senza nessun problema. Un attimo dopo era già in azione a coinvolgere nelle sue attività chiunque gli si trovasse a tiro. F ed MP invece non hanno invece risposto più di tanto al richiamo della merenda.. MP è una bimba dolcissima con vari stati d’animo. Passa da momenti di estrema concentrazione su ciò che sta facendo a momenti di isolamento rifugiandosi in un angolo della sala o a momenti di attività fisica saltando in mezzo a noi apparentemente però isolandosi da chi le sta accanto; sembra molto portata all‘assemblaggio tipo puzzle, costruzioni o similari. F è tenerissimo, proprio per questa sua aria terrorizzata da ciò che lo circonda, ti implora con i suoi occhioni sempre spalancati di aiutarlo; ogni movimento sembra per lui un opera titanica e per questo bisogna seguirlo facendosi guidare da lui per abituarsi ai suoi tempi ed alle sue abitudini. Abbiamo fra noi una bambina normodotata, figlia di una volontaria dell’iniziativa, che sembra dare un non so che di familiarità ai nostri ospiti.
Mentre noi seguiamo i bambini nella “Sala giochi”, in una stanza adiacente ci sono le mamme che familiarizzano fra loro e si scambiano esperienze, sensazioni e, perché no, magari facendo quattro chiacchiere in spensieratezza sapendo di essere vicine ai loro figli, potendo però tirare per qualche ora un po’ il fiato.
Arriva la fine della giornata e ci si prepara a salutare i nostri nuovi amici.
M dimostra di essere dispiaciuto di dover abbandonare il posto nuovo appena conosciuto, così come MP non sembra particolarmente interessata all’arrivo del padre; F invece si lascia tranquillamente accompagnare fra le braccia della mamma. E’ l’ora dei saluti.
Grazie a Rita, Patti, Gabriella, Eleonora, Rossella, Lucia, Rosanna.
Maurizio
Arrivederci a lunedì prossimo.
Per me l’appuntamento è per giovedì, visto che devo andare a dare alcuni ritocchi alla messa in sicurezza dell’ambiente e a sistemare tendaggi vari. Alla fine del pomeriggio lavorativo, le cose sembrano quasi a posto: il tatami è coperto, in modo che anche altri possano continuare ad usufruire della sala, le tende a soffitto sono a posto, e le protezioni sulle pareti sono ulteriormente più sicure. Per lunedì prossimo è tutto pronto.

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