Lunedi 26 Gennaio
Terzo incontro con i nostri bambini.
Oggi siamo io, Patti e Maura, una nuova amica che ha accettato di darci una mano.
La sala ludica è finalmente a posto, manca solo la rampa per salire i tre gradini di accesso anche con la sedia a rotelle, visto che abbiamo una volontaria disabile che vorrebbe aiutarci e perché potremmo avere adesioni di bambini non autonomi nella mobilità. (La sto realizzando).
Anche oggi all’apertura abbiamo preparato l’ambiente, visto che lo condividiamo con i catechisti della parrocchia; la prima cosa è stata sistemare il lettore CD fuori portata in modo che M non possa mettere il volume al massimo ma allo stesso modo poter avere una colonna sonora senz’altro rilassante (intendiamoci, niente new age ma musiche e canzoni che i nostri bambini speciali ascoltano anche nei luoghi che abitualmente frequentano), poi abbiamo atteso l’arrivo dei bambini. Saranno tranquilli o irrequieti come lunedì scorso? La prima ad arrivare è stata MP che si è riambientata immediatamente, si è sdraiata sul tappetone con Rossella a, apparentemente, rilassarsi, lanciando qualche occhiata sfuggevole al suo giocattolo preferito: il cono di cerchi. La comparsa all’improvviso della palla luminosa ha catalizzato la sua attenzione portandola ad ipotizzare un gioco nuovo. Nel mentre è arrivato F: si guarda attorno sospettoso, dimostra di riconoscere perfettamente l’ambiente ma è più circospetto del solito, speriamo bene. La mamma gli toglie il cappotto e lo affida ad uno dei nostri collaboratori, MAT, un bambino di 10 anni, detto fra noi è mio figlio, che ha una dote innata: una pazienza incredibile con i bambini più piccoli o con difficoltà, e sembra che funzioni; una volta riuscito a portarlo sul tappetone, si è interessato alla pallina luminosa che MP ha al momento abbandonato. Nel frattempo arriva Rossella che si affianca a MAT nel seguire F mentre Betta segue MP. All’improvviso bussano alla porta: è lui o non è lui? E’ proprio M che entra di corsa, mi sorride!!!! e mi abbraccia. Mi ha riconosciuto. Sarà che al terzo appuntamento si sente definitivamente, o quasi, a suo agio, sarà la musica più diffusa nell’ambiente e non sparata al massimo come di solito ascolta, insomma, sorprende tutti e si siede sotto la radio ad osservare i giocattoli sparsi sul tappeto in totale tranquillità.
Nel frattempo MAT lascia F nelle mani di Rossella per avvicinarsi ad M e qui si spezza qualcosa; F scoppia in lacrime e neanche il ritorno di MAT riesce a calmarlo. Cominciamo a camminare per la stanza alternandoci a tenerlo per mano ma sembra non ci sia niente da fare, poi, dopo un po’, MAT riesce a farlo risedere sul tappeto con l’aiuto di un giocattolo musical parlante e a calmarlo un po’. Poi succede una cosa inattesa: si apre la porta, F si gira e, nonostante la nostra azione di disturbo, intravede la mamma sulla porta. Ciao F; non c’è più stato niente da fare, o la mamma o niente. Peccato. Rimasti con due amici, e visto l’ora, li chiamiamo per la merenda; ho dimenticato di dire che oggi abbiamo sostituito il tavolone unico con tre tavoli, in modo da poter creare, se eventualmente necessario, tre situazioni di intrattenimento seduti a tavola separate, anche per la merenda, visto che nei due incontri precedenti l’unico che sembrava gradire il momento era M. A sorpresa, invece, si avvicina allo stesso tavolo di M anche MP, curiosa di quello che stiamo facendo. Anche M non è molto convinto di quello che gli stiamo offrendo e siamo costretti, noi volontari, a mangiare un pezzo merenda per convincerlo che è buona. Probabilmente vedendo che noi stiamo mangiando e che la quantità di merenda sul tavolo diminuisce, inizia a mangiare anche lui e, udite udite…. Anche MP inizia. Una bella soddisfazione. Solo dopo abbiamo scoperto che a pranzo non ne ha voluto saperne di mangiare, ma noi siamo soddisfatti lo stesso perché, fame forzata o no, con noi l’ha fatto. La pausa ha sortito anche l’effetto di ricaricare le pile ai nostri due piccoli amici, e l’effetto è che MP non vuole più salire sul tappeto e M sembra tornato alla sua solita esuberanza. Dura però poco visto che M individua MAT sdraiato sul tappeto e pensa bene di rilassarli sdraiandosi anche lui; un’immagine dolcissima. MP continua con le sue danze, i suoi salti ed il suo digrignare i denti, segno di un probabile disagio o fastidio in essere, comunque, dopo vari tentativi, riesco a riportarla sul tappeto, dopo un lungo rimbalzare sul pallone gigante. In quell’istante arriva Eleonora, che di solito passa molto tempo con lei e che va a salutarla ma MP si avvicina alla porta per uscire; purtroppo per lei di guardi alla porta ci sono io ma questa vicinanza casuale fra noi innesca un impeto di gelosia in M che cerca di spostarla da me a forza. Con l’aiuto di MAT riesco a riportare tutti e due sul tappetone e a riportare un po’ di tranquillità. F purtroppo è ancora con la mamma, spero comunque lunedì prossimo di averlo con noi per tutto il pomeriggio; sto comunque cercando di capire ciò che ha provocato questo disagio, forse un giocattolo mancante, forse uno spavento preso, forse un periodo di indisposizione, chissà.
Giocando, chiacchierando fra noi, è quasi l’ora di salutarci e nel frattempo ci portano una notizia che ci rende estremamente felici: siamo finiti sulla carta stampata con tanto di articolo a più colonne e foto. La felicità non è assolutamente vanagloria ma è dettata dalla speranza di stimolare altre iniziative come la nostra sul nostro territorio perché questi bambini sono veramente speciali e quando F spalanca gli occhi, M ti abbraccia, MP finisce il suo cono e te lo fa vedere, ci fa capire che il nostro non è tempo perso ma tempo trovato.
E’ il momento: è ora di andare a casa. F, bastian contrario, è carichissimo, M non ne vuole sapere, MP , invece, si lascia vestire e ci saluta senza troppi problemi.
Ci salutano tutti; rimaniamo io e MAT e Maura a riporre i giochi, a coprire il tappeto e a spegnere le luci.
Arrivederci a lunedì.
Grazie a Patti, Maura, Betta, Rosssella, Rosanna, MAT.
Ciao da Maurizio
giovedì 29 gennaio 2009
La stampa si occupa di noi
24 Gennaio 2009
Oggi il direttore de “La Libertà” ci ha dedicato una pagina intera del suo tabloid con tanto di titolone, articolo a 6 colonne e fotografie riguardo la nostra iniziativa; speriamo che serva anche questo ad ispirare altre iniziative come la nostra.
Alla prossima
Oggi il direttore de “La Libertà” ci ha dedicato una pagina intera del suo tabloid con tanto di titolone, articolo a 6 colonne e fotografie riguardo la nostra iniziativa; speriamo che serva anche questo ad ispirare altre iniziative come la nostra.
Alla prossima
Secondo incontro
19 Gennaio 2009
Seconda giornata di incontro con in nostri bambini.
Oggi pomeriggio abbiamo qualche aiuto in più che ci è arrivato dai ragazzi della nostra unità pastorale.
Abbiamo Marco, Rossella e Betta che ci hanno regalato qualche ora del loro pomeriggio che avrebbero potuto trascorrere altrimenti, regalo graditissimo. All’orario prefisso i nostri 3 amici arrivano. C’è qualcosa di particolare nell’aria, nel senso che percepisco qualcosa di diverso nei loro confronti. Questa percezione si rivela presto esatta: M è molto più esuberante del solito, mentre F più sensibile del lunedì precedente a ciò che lo circonda. MP apparentemente si ritrova in quello che ha lasciato una settimana fa e non manifesta sensazioni particolari. M parte con la sua sarabanda di moto perpetuo che spazia dal battito di mani collettivo al saltare appeso alle mie braccia; facciamo una prova : le mani si battono solo seduti. Risultato : M si arrabbia e lo dimostra con un’iperattività ancora più marcata. Giochiamo un’altra carta: la musica, e questa sembra risultare una carta vincente; M passa lunghi momenti ad ascoltare la musica riprodotta dal lettore CD con un unico neo: gli piace ascoltarla a tutto volume. Ricomincia così la sfida fra me e lui per trovare un compromesso. Dall' altra parte abbiamo F che, come dicevo prima, sembra più sospettoso di una settimana fa riguardo a ciò che lo circonda. Come lunedì scorso con noi ci sono dei bambini normodotati che ci aiutano, e spesso sono più bravi di noi, a colmare quel gap che inevitabilmente si crea fra noi e i nostri piccoli ospiti ed oggi, soprattutto nei confronti di F, si sono rivelati di grande aiuto. F infatti ha interagito molto di più di una settimana fa con chi gli stava accanto, forse rapportandosi meglio con bambini più o meno della sua età piuttosto che con l’adulto che lo segue. Poi, all’improvviso, comincia a piangere: la sensazione a cui mi riferivo prima si è rivelata ancora una volta esatta. Dopo alcuni tentativi proviamo, anche per riportare un po’ di tranquillità nel gruppo, a giocare la carta della merenda ; M non si fa pregare e, prima ancora che li chiamiamo è già a tavola, F arriva un attimo dopo, mentre MP non è per niente interessata. C’è da sottolineare il fatto che a MP, per convincerla a cambiare attività rispetto a quello che sta facendo, è necessario mostrare foto od immagini il più possibile esplicative riguardo a quello che le stiamo chiedendo di fare. La prossima volta proveremo con la foto di una torta, non si sa mai. Comunque lei è stata oggi la più coerente a livello comportamentale rispetto a lunedì scorso, mantenendo il suo interesse per le illustrazioni, le costruzioni o gli oggetti colorati (collane, pietre lucide ecc.) F, dopo la pausa merenda non riuscita, si è un po’ tranquillizzato impegnandosi a rimettere nel contenitore i sassolini smaltati rovesciati in precedenza. Per quanto riguarda M abbiamo scoperto che oltre alla musica gli piacciono molto le luci colorate e lampeggianti, per questo mi è venuta l’idea che in discoteca si troverebbe a suo agio.
Arriva il momento dei saluti. M si arrabbia, mentre F e MP si lasciano convincere senza troppi problemi a tornare a casa.
Anche per oggi un grazie a tutti quelli che con me hanno trascorso un altro bel pomeriggio di arricchimento con i nostri tre piccoli amici.
Grazie a Rita, Gabriella, Eleonora, Betta, Rossella, Marco, Lucia, Rosanna.
A lunedì prossimo
Maurizio
Seconda giornata di incontro con in nostri bambini.
Oggi pomeriggio abbiamo qualche aiuto in più che ci è arrivato dai ragazzi della nostra unità pastorale.
Abbiamo Marco, Rossella e Betta che ci hanno regalato qualche ora del loro pomeriggio che avrebbero potuto trascorrere altrimenti, regalo graditissimo. All’orario prefisso i nostri 3 amici arrivano. C’è qualcosa di particolare nell’aria, nel senso che percepisco qualcosa di diverso nei loro confronti. Questa percezione si rivela presto esatta: M è molto più esuberante del solito, mentre F più sensibile del lunedì precedente a ciò che lo circonda. MP apparentemente si ritrova in quello che ha lasciato una settimana fa e non manifesta sensazioni particolari. M parte con la sua sarabanda di moto perpetuo che spazia dal battito di mani collettivo al saltare appeso alle mie braccia; facciamo una prova : le mani si battono solo seduti. Risultato : M si arrabbia e lo dimostra con un’iperattività ancora più marcata. Giochiamo un’altra carta: la musica, e questa sembra risultare una carta vincente; M passa lunghi momenti ad ascoltare la musica riprodotta dal lettore CD con un unico neo: gli piace ascoltarla a tutto volume. Ricomincia così la sfida fra me e lui per trovare un compromesso. Dall' altra parte abbiamo F che, come dicevo prima, sembra più sospettoso di una settimana fa riguardo a ciò che lo circonda. Come lunedì scorso con noi ci sono dei bambini normodotati che ci aiutano, e spesso sono più bravi di noi, a colmare quel gap che inevitabilmente si crea fra noi e i nostri piccoli ospiti ed oggi, soprattutto nei confronti di F, si sono rivelati di grande aiuto. F infatti ha interagito molto di più di una settimana fa con chi gli stava accanto, forse rapportandosi meglio con bambini più o meno della sua età piuttosto che con l’adulto che lo segue. Poi, all’improvviso, comincia a piangere: la sensazione a cui mi riferivo prima si è rivelata ancora una volta esatta. Dopo alcuni tentativi proviamo, anche per riportare un po’ di tranquillità nel gruppo, a giocare la carta della merenda ; M non si fa pregare e, prima ancora che li chiamiamo è già a tavola, F arriva un attimo dopo, mentre MP non è per niente interessata. C’è da sottolineare il fatto che a MP, per convincerla a cambiare attività rispetto a quello che sta facendo, è necessario mostrare foto od immagini il più possibile esplicative riguardo a quello che le stiamo chiedendo di fare. La prossima volta proveremo con la foto di una torta, non si sa mai. Comunque lei è stata oggi la più coerente a livello comportamentale rispetto a lunedì scorso, mantenendo il suo interesse per le illustrazioni, le costruzioni o gli oggetti colorati (collane, pietre lucide ecc.) F, dopo la pausa merenda non riuscita, si è un po’ tranquillizzato impegnandosi a rimettere nel contenitore i sassolini smaltati rovesciati in precedenza. Per quanto riguarda M abbiamo scoperto che oltre alla musica gli piacciono molto le luci colorate e lampeggianti, per questo mi è venuta l’idea che in discoteca si troverebbe a suo agio.
Arriva il momento dei saluti. M si arrabbia, mentre F e MP si lasciano convincere senza troppi problemi a tornare a casa.
Anche per oggi un grazie a tutti quelli che con me hanno trascorso un altro bel pomeriggio di arricchimento con i nostri tre piccoli amici.
Grazie a Rita, Gabriella, Eleonora, Betta, Rossella, Marco, Lucia, Rosanna.
A lunedì prossimo
Maurizio
martedì 27 gennaio 2009
Una goccia di speranza primo incontro
Lunedi 12 Gennaio 2009
Dopo un periodo di preparazione, approfondimento, sperimentazione, oggi siamo arrivati al giorno di inizio: incontriamo i nostri bambini.
Forse è meglio fare un passo indietro.
Mi chiamo Maurizio e faccio parte di un progetto di volontariato chiamato “Una Goccia di Speranza”; è una iniziativa nata nell’ambito della nostra unità pastorale per dare, almeno un giorno alla settimana, la possibilità a bambini diversamente abili o con patologie particolari, la possibilità di passare un pomeriggio di gioco diverso, al di fuori degli schemi, delle mura domestiche, o delle strutture che li ospitano e seguono durante la settimana. E’ anche un momento di incontro per i genitori allo scopo di scambiare esperienze, sensazioni o semplicemente per trascorrere qualche ora chiacchierando fra amici davanti ad una tazza di the. Il tutto è nato da una proposta nata all’interno delle nostre 3 parrocchie per mettere in atto un’iniziativa sperimentale atta a coinvolgere genitori di figli normodotati e giovani frequentanti scuole superiori in questo progetto di solidarietà e volontariato nei confronti di chi ha più bisogno di aiuto.
Il fatto che l’idea sia nata in una struttura cattolica, non deve portare a conclusioni affrettate; lo dimostra il fatto che uno dei nostri bambini è marocchino, quindi dimostra che quando c’è la volontà, la vera volontà di aiutare va oltre qualsiasi barriera creata da qualsivoglia tipo di pregiudizio. Ripercorrendo in poche parole il percorso intrapreso, abbiamo invitato chiunque fosse interessato al progetto ad alcune serate di presentazione ed approfondimento nelle quali abbiamo potuto toccare con mano la realtà del “Diversamente Abile”, ascoltare i consigli di psicologi e simulare situazioni di grave disagio. Queste serate hanno coinvolto sia adulti interessati al progetto ma anche tanti giovani in età scolare ai quali le serate di incontro hanno fornito crediti scolastici.
Nel periodo di tempo intercorso fra le serate di incontro e l’inizio del progetto, c’è stata la necessità di rendere la “Sala giochi” la più accogliente possibile per i nostri piccoli ospiti. Questa sala ci è stata messa a disposizione dalla parrocchia di S.Maurizio ed è una sala che normalmente viene utilizza per il catechismo domenicale, quindi abbiamo cercato di essere il meno invadenti possibile nei loro confronti, pur cercando di mantenere un ambiente per noi gradevole e fruibile.
Con l’aiuto di chi ha provveduto all’acquisto dei materiali, leggi tappeto giochi, protezioni varie, tendaggi, manovalanza per il montaggio e quant’altro, abbiamo realizzato un’area ludica che, dalle prime giornate di incontro, risponde all’idea che ci eravamo fatti all’inizio del progetto.
Terminati i lavori di preparazione, è finalmente arrivato il giorno fatidico: incontriamo i bambini.
Per il momento ne abbiamo 3, numero dettato da vari motivi, soprattutto la necessità di crescere gradualmente in esperienza, visto che molti di noi nella vita fanno tutt’altro e non hanno mai avuto, me compreso, esperienze di questo tipo. Per ovvi motivi riporto solo le iniziali. F-MP-M.
Soffrono di patologie diverse che vanno dall’autismo alla sindrome di Down, ma abbiamo già altri genitori che stanno valutando l’ipotesi di provare a lasciarci il bimbo per il pomeriggio.
Passiamo al diario della giornata.
Ritorniamo all’inizio:
Lunedi 12 Gennaio 2009
Dopo un periodo di preparazione, approfondimento, sperimentazione, oggi siamo arrivati al giorno di inizio: incontriamo i nostri bambini.
Ho volutamente usato il termine “NOSTRI”, perché ho avuto la sensazione che sarebbe nato qualcosa di speciale fra noi e loro e così è stato. F è un bambino autistico, ha paura di tutto e va seguito con molta dolcezza e calma; apparentemente vive in un mondo parallelo ma, seguito con i suoi tempi, è molto più presente di quanto non possa sembrare. MP è una bimba con problemi di ritardo mentale ma anche lei ci ha dimostrato di recepire dall’esterno più di quanto noi pensiamo lei possa. Il terzo, M, soffre di sindrome di Down ed è il più attivo di tutti, ed è stato prontamente ribattezzato Tsunami; è in moto perpetuo, al punto che richiede un occhio di riguardo proprio per la sua esuberanza.
Ci siamo divisi i compiti ed io, in quanto unico uomo presente mi sono occupato di M, poi mi sono accorto che è stato lui a scegliere me; molto probabilmente essendo a contatto nella vita di tutti i giorni con persone di sesso prevalentemente femminile, madre, sorella, insegnante, assistente sociale, alla vista di una figura maschile ha reagito positivamente e con buona disponibilità nei miei confronti.
Ovviamente il moto perpetuo si è fatto sentire, soprattutto per me, e fortunatamente ci sono state alcune pause durante le quali abbiamo potuto ricaricare le batterie; io ma anche lui!!! Una su tutte la pausa merenda. M non ha avuto bisogno di farsi pregare più di tanto; alla vista della torta si è fiondato a tavola senza nessun problema. Un attimo dopo era già in azione a coinvolgere nelle sue attività chiunque gli si trovasse a tiro. F ed MP invece non hanno invece risposto più di tanto al richiamo della merenda.. MP è una bimba dolcissima con vari stati d’animo. Passa da momenti di estrema concentrazione su ciò che sta facendo a momenti di isolamento rifugiandosi in un angolo della sala o a momenti di attività fisica saltando in mezzo a noi apparentemente però isolandosi da chi le sta accanto; sembra molto portata all‘assemblaggio tipo puzzle, costruzioni o similari. F è tenerissimo, proprio per questa sua aria terrorizzata da ciò che lo circonda, ti implora con i suoi occhioni sempre spalancati di aiutarlo; ogni movimento sembra per lui un opera titanica e per questo bisogna seguirlo facendosi guidare da lui per abituarsi ai suoi tempi ed alle sue abitudini. Abbiamo fra noi una bambina normodotata, figlia di una volontaria dell’iniziativa, che sembra dare un non so che di familiarità ai nostri ospiti.
Mentre noi seguiamo i bambini nella “Sala giochi”, in una stanza adiacente ci sono le mamme che familiarizzano fra loro e si scambiano esperienze, sensazioni e, perché no, magari facendo quattro chiacchiere in spensieratezza sapendo di essere vicine ai loro figli, potendo però tirare per qualche ora un po’ il fiato.
Arriva la fine della giornata e ci si prepara a salutare i nostri nuovi amici.
M dimostra di essere dispiaciuto di dover abbandonare il posto nuovo appena conosciuto, così come MP non sembra particolarmente interessata all’arrivo del padre; F invece si lascia tranquillamente accompagnare fra le braccia della mamma. E’ l’ora dei saluti.
Grazie a Rita, Patti, Gabriella, Eleonora, Rossella, Lucia, Rosanna.
Maurizio
Arrivederci a lunedì prossimo.
Per me l’appuntamento è per giovedì, visto che devo andare a dare alcuni ritocchi alla messa in sicurezza dell’ambiente e a sistemare tendaggi vari. Alla fine del pomeriggio lavorativo, le cose sembrano quasi a posto: il tatami è coperto, in modo che anche altri possano continuare ad usufruire della sala, le tende a soffitto sono a posto, e le protezioni sulle pareti sono ulteriormente più sicure. Per lunedì prossimo è tutto pronto.
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